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V Praze, 11. dubna 1611. |
Padavin dozeti Benatskemu: Snem byl zahajen, ceka se na Slezany; nevi se, zda cisar neco prednese nebo zda pocka na rozklady ceskych stavu, aby se podekoval. Cisar se chtel dobrovolne vzdati trunu, ale nyni popral sluchu tem, kdo mu radi, aby odesel do rise, spojil se s protestanty a prohlasil, ze se mu ceska koruna bere nasilim; proto stavove bedlive strehou cisare, ktery je jejich veznem. Vevoda Brunsvicky pry jedna s protestanty v risi, jsa znepratelen s kralem Matyasem. Z okoli cisarova maji byti odstraneni nekali zivlove; nekteri byli zatceni.
Orig. ve statnim archivu ve Vidni: Dispacci di Venezia, Senato III 45, fol. 53 - 56. A tergo adresa dozete Benatskeho a poznamka jinou rukou: "11 Aprile 1611, ricevute 23 detto".
Sermo principe... Hoggi è il giorno del l intimatione della dieta, e dimani si farano le propositioni, se non si fa una proroga di qualche giorno per aspetare li commissarii di Slesia, essendo già arrivati quelli di Moravia, ne si sa sin qui di certo, se l imperatore farà dire alcuna cosa in essa, mutandosi d hora in hora d opinione, o pure se aspeterà d intendere quello le significherano Boemi, quali, mi viene detto, vogliono principalmente ringratiare S. Mtà del buon governo, che ha havuto di questo regno nelli primi vinti anni del suo regnare, con asserire, che non hanno mai havuto patrone più benigno, ne più clemente di lei, che ben sentono vivamente, che da tredeci anni in qua le habbi voltate le spale in modo, che senza colpa o de merito alcuno non hanno mai potuto in questo tempo ne vederla, ne meno essere ascoltati, ma ben mal trattati dai ministri et hora anco spogliati dei beni, e rovinatole il regno sotto la parola datta, che però non potendo forzosamente, ne volendo più stare a questo modo, supplicherano humilmente S. Mtà a volerli gratiare di concedere, che possi entrare al governo il re Mattias come loro signore dessignato, et incoronarlo, apresso a che saranno delle altre propositioni che con prime mie rapresenterò alla Sertà V., se dimani si principierà la dieta, che non credo.
L imperatore, che, come scrissi, è stato per molti giorni in opinione di dare spontaneamente la corona al fratello, così consigliato, affine che egli havesse a riconoscerla da lui e non in tutto dai stati, oltre la sicurezza di avantagiarsi in molti capi, si è anco ultimamente mostrato in qualche parte mutato di parere a sugestione di chi vorrebbe vedere delle novità, essendole stato messo inanti che, [Cast dopisu od slov "che, se S. ces... orrecchie l imperatore" sifrovana; prepsana na fol. 51.] se S. ces. Mtà procurerà di uscire di qua e retirarsi nell imperio et unirsi con li principi protestanti, potrà far conoscere in ogni tempo, che con la forza le viene levata la corona di Boemia, benche la cedi volontariamente al presente, come hoggi si è finalmente lasciato intender di voler fare della maniera apunto che fece seco Massimiliano suo padre, che però si riservò il governo. Il che Boemi non vogliono, considerandole in oltre, che con questo non resterà privo del voto nel ¾ elletione de re de Romani, col quale et con l unione delli tre elettori secolari heretici potrà nominare chi più le piacerà. A quali consigli ha prestato orrecchie ¾ imperatore, e per venire forse ali effettuatone per prolungare la renontia, ha tentato, che sia differita la dieta, e con il re ne ha fatta fare molta instanza, il quale si è escusato con dire, che questo non sta in sua mano, ma dipendente dalla volontà de Boemi.
Ma [Od slov "ma. essendosi" az k datu sifrovano; prepsano na fol. 51 a 52.] essendosi risaputi tutti questi particolari, havevafno] messo [a] S. Mtà ces. guardie e sentinelle, non solo attorno il castello, ma nei corritori alti che dal palazzo vanno al giardino, et fatto alzare il ponte levatore per dubio, che da qualche parte non esca, et havendo S. Mtà ces. voluto far tentare dal suo cameriere maggiore di passar alii giardini, le fu dalla sentinella detto, che tornasse a dietro, et poco longi da lui era il medesimo cesare, quale si può dire sia hora del tutto prigione. E da questi malintentionati viene consigliato a rapportare a protestanti la forza et ricercare il loro aiuto per la liberatione, volendo alcuni, che il duca di Bransuich per la parola havuta dal l imperatore di concederle il bando imperiale contro quelle città, habbia già scritto a molti, tanto più, che pare resti disgustato del re, per che non lo aspettò a Tricla, [T. j. Jihlava.] essendo stato molti giorni dopo il suo arrivo senza andar a vederlo, e conoscendosi chiaramente, che nel l interno limperatore è arabiatissimo contro il fratello, e sapendosi di certo, che li protestanti altro non desiderano, se non di cavare l imperio dalla casa d Austria, della quale il proprio cesare è mimicissimo" fa stare gl animi molto sospesi. Et questi ministri regii sono in certi novi consigli, non ostante, che il re pretende di star bene con detti prencipi; il che non viene così facilmente creduto da tutti, et per quanto ho potuto penetrare, inclinano a levare ï attorno a cesare questa gente di bassa conditione et di professione di archimia o di negromantia, e già hanno fatti tre priggioni nel proprio castello che dicono havessero procurato di havere dalla lavandara del re una camisa per fatturarla, et fra questi fu un prete che ha batteggiato un cane. Orati etc.
Di Praga li 11 Aprile 1611 [V jinem dopisu z tehoz data pod touz signaturou pise Padavin dozeti Benatskemu o vecech risskych, o nesnadnem postovnim spojeni pro neduveru Cechu a na konci dodava, ze se prestehoval dolu s hradu, ale sluzebnictvo ze si ponecha, ktere mel nahore, az do skonceni snemu fino che si finisca la dieta per la multiplicità di gente bassa che viene con g¾ intervenienti in essa.]
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Marc Antonio Padavin. |